Cappella delle Suore di Carità dell’Assunzione

Celebrazione della Divina Liturgia
in rito bizantino-slavo

Una fraternità di amici
una comunione di Santi

Don Paolo commosso all’omelia riconosce volti noti e si stupisce di tanti altri sconosciuti, una ricchezza di amiche e amici che padre Romano ha attirato a sè per attirarli a Cristo.  E’ una storia che arriva da lontano quella che accomuna questi amici, una storia di rapporti che hanno lasciato una traccia indelebile nel cuore, come un sigillo di santità, di bellezza, che emerge già nella gioia con cui tutti partecipano alla Divina Liturgia, accolti e raccolti  nella cappella delle amiche “di via Martinengo”, di fianco alla quale p.Romano trovò dimora, nella palazzina in cui, a piano terra, risiedeva don Giussani.  Questa unità  tra la santità umana, fisica, e quella celeste, compiuta in Paradiso, emerge nel ricordo, in una delle litanie proclamate dal diacono: e mentre scorrono i nomi ognuno trattiene un volto, un sorriso e raccoglie l’invito a camminare perchè la presenza di Gesù tra gli uomini sia sempre più riconosciuta e visibile, testimoniata con tutto il proprio essere e tutta la propria vita.

Il ricordo, il riconoscimento vero della santità (anche terrena) va assecondato imitando la fede, la carità e la speranza di chi in cielo e in terra ci è testimone; come ci ha ricordato l’Epistola “deposto tutto ciò che è di peso e il peccato che ci assedia, corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, autore e perfezionatore della fede”

Che davvero questa giornata non rimanga un episodio isolato ma possa essere un nuovo inizio per tutta la nostra Fraternità, affinchè possiamo entrare nelle drammatiche vicende di questo mondo portando solo Gesù, riconosciiuto e amato come il nostro unico vero bene.

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